Fuyu Kukan (1983) ✰
Tomoko Aran
Se stai cercando un punto d'ingresso nel city pop giapponese, hai trovato quello giusto. Fuyu Kukan è un disco con un'estetica precisa e perfettamente riuscita — e il motivo per cui funziona è che non resta mai fermo su un unico registro.
Le melodie giocano su synth e chitarra per costruire atmosfere distese — uno spazio fluttuante, come recita il titolo originale — ma sotto c'è sempre qualcosa in movimento — un brano può sembrarti puro pop, come I'm in Love, e poi virar di colpo verso qualcosa di più oscuro, quasi premonitore. Il disco evolve, e non te lo dice in anticipo. C'è una grande attenzione al sound design: suoni cittadini, texture che sembrano arrivare dai primi videogiochi giapponesi dell'epoca. E poi c'è quella macchina da scrivere della copertina: nei Dilemma la senti in mano, come se stesse componendo nello stesso momento in cui ascolti il disco.
Il tutto accompagnato da una voce morbida, sostenuta dalla musicalità del giapponese, e mai ripetitiva. Non è lì per dimostrare tecnica o vocalità, ma per accompagnarti nel viaggio. Il caso più emblematico è Midnight Pretenders, brano con una melodia indescrivibilmente bella — così bella che The Weeknd l'ha campionata in Out of Time su Dawn FM. Una chicca vera.
Miglior traccia: Midnight Pretenders
Hits: Midnight Pretenders, I’m in Love, Dilemma: Nijugo Sai No Yuutsu