EXPERIMENTAL RAP (2026)
JPEGMAFIA
Se ascolti boom bap, trap, o qualsiasi cosa che rientri nell'hip-hop come lo conosci, preparati: questo non è un disco per te. O almeno, non è un disco che puoi ascoltare aspettandoti quello che ti aspetti.
EXPERIMENTAL RAP è il sesto album di JPEGMAFIA, ed è esattamente quello che dichiara di essere. Glitch, distorsioni continue, beat che si distruggono e si ricompongono prima che tu riesca a aggrapparti a qualcosa, flow che scarica parole a mitraglia senza mai davvero fermarsi. Non c'è tregua, e il formato lo conferma: tracce brevi, a volte brevissime, che non ti lasciano il tempo di metabolizzare prima che arrivi già la prossima. L'intensità è la cifra dominante, e Peggy la usa come strumento, non come estetica.
Il disco allenta solo nella seconda metà, dopo GYBB — e lì cambia temperatura in modo netto. Titoli come Lights, New Era, His Will non sono casuali: l'atmosfera si fa più rarefatta, quasi spirituale, con una variazione sonora che ricorda certi momenti gospel del Kanye più ambizioso. Non è un caso che Kanye torni più volte nel disco, esplicito già nel titolo di Since I Met Ye o in Lights con un chiaro riferimento a All of the Lights di MBDTF di Kanye. Il rapporto tra Peggy e Ye è una tensione che attraversa tutto il progetto, mai risolta, mai del tutto dichiarata — e proprio per questo rimane interessante. GYBB sintetizza meglio di qualsiasi spiegazione il rapporto con la scena in generale: Let's get one thing straight / You fuck in the streets, not me / You do street shit / I make money. È un posizionamento, una dichiarazione di dove Peggy si colloca rispetto a tutto il resto.
Non è un disco perfetto — tende alla ripetitività nella sua parte centrale, e l'intensità costante a un certo punto rischia di diventare rumore di fondo. Ma dentro ci sono tracce che non ti aspetti dal rap, e qui ne trovi più di una manciata. Vale l'ascolto già solo per quelle.
Miglior traccia: Burning Hammer
Hits: Burning Hammer, GYBB