Madreperla (2023)
Guè
La premessa era importante: Bassi Maestro alle produzioni, un nome che nel rap italiano ha un peso specifico importante. E le produzioni, infatti, non deludono. Il disco è un viaggio nell'hip hop classico — boom bap duro, piano malandrino, synth plasticosi anni '80 — condotto da qualcuno che quella roba la conosce a memoria e sa come renderla ancora viva. Tuta Maphia con Paky è l'esempio più diretto: è old school nell'anima, ma non suona polveroso, ha qualcosa di contemporaneo nel modo in cui è costruita. Il filo conduttore più divertente del disco è però il tributo continuo a 50 Cent: Prefissi campiona il ritornello di Wanksta, Cookies N' Cream con Anna e Sfera Ebbasta rivisita apertamente Candy Shop — e su Guè, che da anni viene chiamato la versione italiana di Fiddy, queste citazioni calzano talmente bene da sembrare quasi inevitabili.
Sul lato testi il discorso è più complicato. Lontano dai Guai con Mahmood è il momento più sentito del disco e uno dei brani che rimangono di più. Il resto si muove sui binari abituali: strada, lusso, autocelebrazione. Niente di sbagliato in sé, è il territorio di Guè da sempre, ma ascoltando Madreperla è difficile scrollarsi di dosso la sensazione di averlo già sentito. Non è un disco che aggiunge qualcosa a quello che il Guercio ha già detto — è più una conferma che un passo in avanti, e in una discografia così fitta comincia a pesare.
Rimane un ascolto solido, soprattutto per chi ama il genere. Ma il vero protagonista, alla fine, è Bassi Maestro.
Miglior traccia: Prefissi
Hits: Prefissi, Cookies N’ Cream