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Cover di L’improbabile piena dell’Oreto

L’improbabile piena dell’Oreto (2026) ✰

Dimartino

Alternative Folk Cantautorato

Sul palco di Sanremo con Colapesce, una hit quasi estiva come Propaganda con Fibra, tour sempre più grandi: Dimartino il mainstream lo ha già calcato, e nessuno gli avrebbe fatto una colpa se ci fosse tornato. Invece a sette anni dall'ultimo disco solista Afrodite ha preso tutt'altra direzione.

L'improbabile piena dell'Oreto è un ritorno alle origini nel senso più viscerale del termine. L'Oreto è un fiumiciattolo che nasce pulito sui Monti di Palermo, attraversa la città e arriva al mare già sporcato dalla cementificazione e dall'incuria — e questa traiettoria diventa la metafora morale del disco. Un disco di contemplazione e riflessione, personale ma con uno sguardo critico al mondo vicino, senza retorica spicciola: i professori prestano i libri / solo agli allievi che vanno bene /…/ semplicemente perché conviene portare avanti / portare avanti solo i migliori. In questi 36 minuti ci sono momenti davvero intensi, sonoricamente — una produzione tra cantautorato, folk e vene orchestrali, come in Maredolce — e liricamente, come Gusci vuoti o la chiusura, che lascia capire come questo recuperare un rapporto con la terra lo abbia liberato da un sentimento orrendo come la rabbia.

Si potrebbero analizzare i testi, parlare di ogni brano — ma questo disco è qui su The Crate per dirti una cosa sola: se vuoi qualcosa che ti culli e ti porti in un viaggio emotivo di 36 minuti, con il rischio quasi calcolato di avere la pelle d'oca e far scendere anche una lacrima, questo è quello giusto.

malinconico riflessivo spirituale

Miglior traccia: Gusci vuoti

Hits: Gusci vuoti, Maredolce, Storia della mia rabbia

95
Tier 1° · Rank 85°
OndaRock: 7.5/10
27 May 2026
Produzione 3.0/3.0
Voce / Testi 3.0/3.0
Tracce 10
Durata 37 min